Definizione e Differenze Canapa Light e Terapeutica

Il web è un mezzo straordinario, ma capita spesso che favorisca una certa confusione. A volte le parole sono usate con leggerezza, e non sempre è facile comprendere cosa sia corretto e cosa no.

Oggi darvi una mano, per capire meglio la definizione – e le inevitabili differenze – fra Canapa Light e Canapa Terapeutica. 

La Canapa Light viene così definita perché ha un bassissimo contenuto di Thc, inferiore ai limiti imposti per legge. La presenza di Thc, infatti, non può mai superare lo 0,6% del totale. 

Viene ricavata da infiorescenze femminili di Canapa Light Sativa, specificatamente selezionate in quanto ricche di CBD, cannabidiolo (composto non psicoattivo che si utilizza anche nella marijuana medica) e poverissime di THC (sostanza psicoattiva contenuta nella normale marijuana e proibita dalla legge).

La legge al giorno d’oggi consente diversi utilizzi della canapa light. Ad esempio i suoi semi possono essere adoperati per creare numerosi alimenti come l’olio, il pane, la pasta e i biscotti. Tali cibi, oltre ad avere un gusto decisamente gradevole, sono particolarmente indicati poiché contengono molte proteine, si digeriscono facilmente e possiedono un rapporto equilibrato tra omega 3 e omega 6.

Le fibre della canapa, particolarmente resistenti, possono essere utilizzate sia per la produzione di abbigliamento che in bioedilizia, dato l’alto potere isolante di questo materiale.

Per quanto riguarda i semplici appassionati, la canapa light si presta a essere consumata in modi diversi, in vari momenti della giornata.

Può essere usata per una tisana, preparata con il classico decotto (in acqua fredda si aggiunge subito la cannabis, si porta a ebollizione, e si continua l’ebollizione per il tempo stabilito).Approfondisci

Oppure potete prepararvi il vostro tè alla cannabis. Il modo più semplice per farlo è cuocere a fuoco lento le cime con burro o olio, a bassa temperatura per circa 20 minuti. Invece di usare le cime, potete aggiungere anche le foglie o i rami.

Ma se ancora non vi basta, abbiamo in serbo per voi altre sorprese. Non è difficile, con un minimo di impegno, preparare degli ottimi cocktails alla canapa.

Volete degli esempi? Eccoli qua!

Tè alcolico con cannabis Orange Skunk.
Gli ingredienti e i profumi sono agrumati, con il succo di lime, il mezcal 100% agave e marmellata di arance amare. Viene servito come una merenda del Cappellaio Matto: in tazza dalla teiera, con il piattino da biscotti con ‘canna’ pronta di Orange Skunk (thc 0,5 – cbd 14%).

Tecnica mixology

Build (preparare il drink direttamente nel bicchiere colmo di ghiaccio, ma in questo caso senza il gelo visto che è un infuso).[Approfondisci]

Oppure

Gin London Dry, sciroppo homemade di cannabis Sour Skunk (thc 0,5 – cbd 13%), succo di lime. Viene presentato in stile tropicale: nel bicchiere di cocco.

Tecnica mixology

Shaked and strain (shakerare con il ghiaccio). Aromatico e dolce, quasi caraibico, che stimola a ballare la cumbia dub messicana.

Di questi esempi potremmo farvene a decine. Ma vediamo invece qual è la definizione di Canapa Terapeutica, e quali sono i suoi utilizzi.

Quando parliamo di cannabis terapeutica ci riferiamo infatti a prodotti, prescritti dal medico, di sostanza attiva a base di cannabis che vengono utilizzati per contrastare alcune patologie o sintomi: nello specifico in Italia produciamo la Cannabis FM-2, sativa, costituita da infiorescenze essiccate e triturate, contenenti percentuali di THC comprese tra il 5 e l’8% e di Cannabidiolo (CBD) tra il 7,5 e il 12%.

 

Uno dei primi usi della cannabis terapeutica è stato quello nella terapia del dolore; il prodotto sembra avere una certa efficacia nel trattamento di dolori neuropatici (fuoco di Sant’Antonio, neuropatie, sciatalgia) e della fibromialgia; altri impieghi sono quelli nei soggetti affetti da diabete mellito, nei pazienti oncologici (contro la nausea da chemioterapia), in chi soffre di cefalea o emicrania (sostituisce i farmaci antidolorifici) e in coloro che sono affetti da malattie reumatiche (sostituisce il cortisone).[Approfondimento]

Secondo il Dottor Gianpaolo Grassi, primo ricercatore del Crae-Ci di Rovigo (unico centro di ricerca italiano autorizzato a fare studi su questa pianta)[Approfondimento] il valore terapeutico della pianta sembra collegato al modo in cui funziona il nostro cervello: “L’organismo umano possiede già un sistema endocannabinoide. Questo è costituito da recettori che si aprono e si chiudono come delle serrature, regolando lo stato psicologico, il sistema immunitario e molto altro.

Quando le serrature rimangono chiuse per un malfunzionamento, si possono usare i cannabinoidi delle piante come lubrificante per regolare i segnali nervosi e restaurare l’equilibrio distorto dalla malattia”.

Secondo la Fondazione Umberto Veronesi[Approfondimento]“la canapa a scopo terapeutico viene utilizzata –ma mancano ancora studi che ne provino l’efficacia- nella gestione del dolore in chi soffre di sclerosi multipla e sindrome di Tourette. Inoltre da alcuni anni è disponibile Sativex, un farmaco contenente solo THC e CBD utile nel controllo degli spasmi muscolari dovuti alla sclerosi multipla. In questo caso non si tratta dell’utilizzo delle infiorescenze e per questa ragione, in quanto mancano terpeni e flavonoidi, gli studi su Sativex hanno dimostrato che il prodotto non è efficace nel controllo del dolore.”

In che modo deve essere assunta?

Innanzitutto una premessa: i cannabinoidi presenti nel vegetale per esplicare la loro azione devono essere attivati mediante un processo chimico noto come “decarbossilazione”. Si tratta di una reazione che avviene quando le molecole sono sottoposte ad alte temperature, oltre i 100 gradi centigradi. Ecco perché tra le vie più utilizzate c’è il fumo, la vaporizzazione e l’infusione. La scelta dipende dall’effetto che si vuole ottenere e dalla formulazione farmaceutica di partenza (olio, cartine ecc…).

In questo senso, noi occidentali siamo arrivati molto tardi. La Canapa Terapeutica ha alle spalle una storia millenaria, nata e sviluppatasi in altre culture, come quelle orientali.

La cannabis, chiamata in cinese (che significa “canapa”) o dàmá 大麻 (“grande canapa”) , è stata usata a Taiwan varie migliaia di anni fa. Il botanico Hui-lin Li ha scritto che in Cina “l’uso medico della cannabis probabilmente si è sviluppato molto precocemente. Poiché gli antichi esseri umani usavano semi di canapa come alimento, era naturale per loro anche scoprire le proprietà medicinali della pianta. “. L’imperatore Shen-Nung ha scritto un libro sui metodi di trattamento nel 2737 aC che comprendeva i benefici medici della cannabis. Ha raccomandato la sostanza per molti disturbi, inclusa la stipsi, la gotta, il reumatismo. La cannabis è considerata una delle 50 erbe fondamentali nella medicina tradizionale cinese.

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Potremmo continuare per ore, ma preferiamo rimandarvi a un altro articolo. Noi di Weeder vogliamo informarvi senza annoiarvi, e nemmeno pretendere di aver esaurito l’argomento. Continuate a seguirci qui sul sito, o sui nostri canali social. Scoprirete un mucchio di novità sulla canapa e i suoi utilizzi. Un caro saluto da tutto lo staff di Weeder. A presto!

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