Coltivare Canapa è Legale? Come si fa? Consigli?

coltivare-canapaNegli ultimi tempi non si parla d’altro. E’ praticamente impossibile entrare su un blog, su un sito o una pagina Facebook e non trovare post sull’argomento. La grande domanda è questa: Coltivare Canapa è Legale? La risposta è sì! Ma non basta! Leggi questo articolo per saperne di più!

Per cominciare, in Italia è legale soltanto la coltivazione della Canapa Light, ovvero con una percentuale di Thc non superiore allo 0,6%.
Fino al Gennaio 2017 la situazione era diversa. Ma con l’entrata in vigore delle nuove norme, lo Stato ha stabilito che non è più necessaria alcuna autorizzazione per la semina di varietà di canapa certificate con contenuto di THC al massimo dello 0,6%. Quindi significa che la comunicazione alla più vicina stazione forze dell’ordine (Polizia di Stato, Carabinieri, Guardia di Finanza) tramite un modulo di denuncia, NON è più necessaria.[1]

La percentuale di THC nelle piante analizzate potrà oscillare dallo 0,2% allo 0,6% senza comportare alcun problema per l’agricoltore. Gli eventuali controlli verranno eseguiti da un soggetto unico e sempre in presenza del coltivatore, e gli addetti al controllo sono tenuti a rilasciare un campione prelevato per eventuali contro-verifiche. Nel caso in cui la percentuale di THC dovesse superare la soglia dello 0,6%, l’autorità giudiziaria può disporre il sequestro o la distruzione della coltivazione, ma anche in questo caso “è esclusa la responsabilità dell’agricoltore“.[2]

Inoltre, la legge sulla canapa industriale prevede che sia legale coltivare varietà che siano state registrate a livello europeo e prevede inoltre che il coltivatore conservi le fatture di acquisto ed il cartellino della semente acquistata per un periodo non inferiore ai 12 mesi.

Per spiegarvi i motivi abbiamo contattato il dottor Giampaolo Grassi, primo ricercatore del CREA-CIn di Rovigo: “In Italia non si può, perché se non hai il cartellino è come se stessi coltivando della canapa illegale”, puntualizza spiegando che: “Il cartellino è quello che determina la liceità della coltivazione e per avere il cartellino la genetica deve essere stata registrata”. Quindi bisognerebbe che le seedbank interessare procedessero con la registrazione delle proprie genetiche.

Alla domanda se sia un procedimento costoso Grassi sottolinea che: “Costa mediamente sui 5mila euro, ma il problema è arrivare in fondo alla procedura che va fatta da aziende strutturate o da istituti di ricerca pubblici; per un privato, anche dal punto di vista normativo, sarebbe complicato perché di solito sono aziende sementiere, iscritte ad un registro, che lo fanno di professione. E’ vero che chiunque può registrarsi, ma di solito sono aziende strutturate: certamente le seedbank olandesi o spagnole, ad esempio, se lo potrebbero permettere, ma non il singolo cittadino perché non è una cosa così semplice”.[3]

Ora, per chi vuole coltivare canapa, si è aperto un mercato potenzialmente enorme, infatti ogni giorno veniamo contattati da decine persone che vogliono diventare coltivatori. 

E’ un’attività che può diventare molto redditizia, ma per farla bisognare avere le giuste informazioni.

Per iniziare, la canapa preferisce i terreni fertili alluvionali. Si adatta però a tutti i terreni, anche fino ai 1500 metri di altitudine. Non soffre le gelate tardive. Soffre invece mortalmente il ristagno d’acqua, specialmente nel primo stadio di vegetazione. Si semina a febbraio/marzo. Buoni risultati in Piemonte si sono ottenuti anche riproducendo un’antica tecnica di semina in secondo raccolto (dopo loietto, orzo, grano): in questo caso il pericolo è che se il terreno non è umido si incontrano difficoltà nella germinazione o che il caldo eccessivo secchi le piantine.

La quantità di seme consigliata è di 50 chilogrammi per ettaro (10mila mq). Si consiglia di provvedere alla semina con seminatrice da grano con 15/20 centimetri tra le file (naturalmente con disco adattato per la canapa), su terreno preparato che abbia un’umidità sufficiente alla germinazione.
Così seminata la canapa è autodiserbante (le piante di canapa crescono più velocemente delle infestanti, per cui fanno morire tutte le infestanti). Di conseguenza, la canapa lascia il terreno totalmente diserbato.

Normalmente non ha bisogno di irrigazione e migliora la struttura del terreno grazie all’abbondante e profondo apparato radicale e al rilascio di foglie a fine ciclo.

Si raccoglie 10 giorni dopo la fine della fioritura delle piante maschili nel mese di agosto, così come si fa per la fienagione. Si taglia con barra falciante, la si lascia in campo per almeno 30/40 giorni per una parziale macerazione e la si imballa con normale rotopressa.

Da sempre consigliamo a chi non conosce la coltura di sperimentare per un anno per farsi un’esperienza adeguata alla zona in cui si opera. In ogni caso e salvo calamità naturali, gli agricoltori provetti non hanno mai incontrato difficoltà ad ottenere alte rese in biomassa.[4]

Per farsi un’idea ancora più precisa, è molto interessante ascoltare l’esperienza di chi è passato da una dimensione amatoriale a una industriale.

Sentite cosa dice Davide Galvagno, Vice-Presidente di Salute Sativa.

“Passare da una coltivazione della canapa amatoriale a una produzione significativa non è facile. La nostra cooperativa, 15 aziende e varie microrealtà, coltiva circa 500 ettari a canapa e offre ai soci anche prodotti con i loro loghi, per le loro attività commerciali. Inoltre, vendiamo i semi e li aiutiamo ad avviare piantagioni. Poi, nel nostro territorio, diamo supporto nelle fasi del raccolto del seme e dei fusti. Le piante della canapa sono alte oltre 2,50 metri, molto resistenti, richiedono macchine particolari per la trebbiatura. Infine, assorbiamo il raccolto, cioè i semi. La lavorazione del fusto di canapa qui sta subendo uno stop, perché l’impianto di lavorazione della canapa per il Nord Italia, a Carmagnola, attualmente non accetta più materia prima”.[5]

 Grazie di averci seguito fin qui! In generale, consigliamo a tutti gli aspiranti coltivatori di visitare il sito di Assocanapa (http://www.assocanapa.org). Qui troverete un mucchio di informazioni interessanti, oltre a una struttura tecnica-amministrativa in grado di darvi assistenza.

Speriamo che questo articolo ti sia stato utile. In ogni caso, non dimenticare che la passione è sempre la motivazione più importante! Noi di Weeder siamo partiti così, e vogliamo continuare su questa strada. Nient’altro conta se non amare il nostro lavoro e soddisfare il cliente. 

[1] e [2] http://www.canapaindustriale.it/2017/01/16/nuova-legge-sulla-canapa-in-vigore-dal-14-gennaio/

[3] http://www.dolcevitaonline.it/e-legale-coltivare-varieta-di-cannabis-ad-alto-contenuto-di-cbd/

[4] http://freeweed.it/coltivare-canapa-oggi/

[5] https://www.millionaire.it/coltivare-la-canapa-come-creare-un-business/

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